Di trovatori d’oro e città fantasma…Bodie

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Avete mai visto una città fantasma? Io sì, e questa città si chiama Bodie, e si trova in California, poco dopo lo Yosemite National Park.

Bodie è una città piccola e veramente affascinante, in mezzo al…nulla! Sì, proprio al nulla…per arrivarci bisogna fare 15 miglia di sterrato, incrociando le dita che non si fori un pneumatico dell’auto o che non emerga un problema al motore, altrimenti si rischierebbe di trascorrere ore ed ore ad aspettare un meccanico.

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Bodie è stata scoperta da un cercatore d’oro intorno alla metà dell’Ottocento, e grazie alla presenza di giacimenti, crebbe notevolmente attirando molti minatori insieme alle loro famiglie, passando in pochissimo tempo da una popolazione di poco più di una ventina di persone a quasi 10.000! Da centro di minatori, la città divenne un luogo anche per giocatori d’azzardo, gangster, prostitute, ladri, tanto che omicidi, sparatorie, risse nei saloon e assalti alle diligenze erano all’ordine del giorno (lo sceriffo qui non rimaneva di sicuro seduto sulla sedia a dondolo sotto un portico!). Bodie possedeva i servizi e le attrazioni delle maggiori città, incluse due banche, una banda musicale, la ferrovia, sindacati di minatori e operai, molti giornali e una prigione. Al culmine dello sviluppo, contava 65 saloon, un quartiere cinese e uno a luci rosse.

miniera

Si stima che negli anni, le miniere di Bodie estrassero una quantità d’oro stimata oltre i 34 milioni di dollari (appperò!).

Lo splendore di Bodie iniziò a declinare negli anni Trenta del ‘900 quando i giacimenti iniziarono ad esaurirsi. Un incendio qualche anno dopo distrusse gran parte della città, e Bodie fu completamente abbandonata.

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Oggi rimangono ancora la Chiesa, i magazzini, le case, il saloon, i negozi, la fabbrica, la pompa di benzina, che sono stati lasciati intatti, e camminare tra le strade di Bodie ti fa proprio sentire in un film western (a parte lo smartphone e la nikon appesa al collo, ovviamente!).

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La cosa più affascinante è che non si tratta di una ricostruzione, ma di una città fantasma vera e propria, una testimonianza di quello che è stato il leggendario Far West!

The Rock – l’isola di Alcatraz

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Andare a San Francisco (di questa meravigliosa città della California vi parlerò presto) e non visitare Alcatraz, sarebbe davvero un gran peccato.

Alcatraz è un’isoletta che si trova nella baia di San Francisco. Inizialmente, a metà dell’Ottocento, ospitava solo un faro, ma successivamente nel 1933 divenne un carcere militare e di seguito un carcere di massima sicurezza, dove venivano rinchiusi i “professionisti” del crimine (vi ricorda qualcosa in nome Al Capone?). Chi veniva mandato ad Alcatraz era solitamente considerato estremamente pericoloso o aveva già tentato la fuga da altri penitenziari. Il carcere di Alcatraz venne chiuso negli anni sessanta a causa degli elevati costi di gestione: far arrivare sull’isola cibo, vestiti e acqua per i detenuti aveva spese talmente elevate, che i politici dell’epoca affermarono che sarebbe stato meglio “ rinchiuderli in un hotel extralusso a New York”.

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Ad Alcatraz vigeva una disciplina ferrea, i carcerati erano costretti a scontare la loro pena in una piccola cella singola, in cui trascorrevano almeno 19 ore della loro giornata. Le mancanze disciplinari venivano punite con la reclusione al buio e al freddo nelle celle d’isolamento. L’unico momento di vita sociale era quello rappresentato dai pasti.

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Oggi Alcatraz è un parco aperto al pubblico gestito dal National Park Service, ma camminando tra quei corridoi non si può non immaginare a come i detenuti vivessero e passassero le loro giornate.

Alcatraz ha muri di cinta, come la maggior parte dei penitenziari, ma la vista sulla Baia di San Francisco e sullo sky-line della città è mozzafiato, e pare così vicino… La “vita normale”, la libertà, erano così vicini, la città sembrava poter essere toccata quasi con mano, che è facile comprendere il perché dei tanti tentativi maldestri di fuga (29 volte, tutte fallite ad eccezione di una… Frank Morris e i fratelli Anglin cercarono di scappare tramite i condotti di areazione, ma dopo essere usciti da “the rock”, le loro tracce si persero definitivamente. I corpi non vennero mai rinvenuti, nessuno ebbe più notizie di loro, ma si pensa siano morti nelle acque gelide della Baia di San Francisco).

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Se, come noi, avrete la fortuna di visitare Alcatraz con l’ultimo tour, quello del tardo pomeriggio, avrete la possibilità di vivere un’esperienza davvero forte (oltre al fatto di poter godere di un tramonto meraviglioso sulla baia di San Francisco): quella della dimostrazione della chiusura delle celle, che da sempre avviene tramite un sistema di leve, senza alcun supporto tecnologico.  Le celle venivano chiuse per la notte alle 18.30 durante la settimana, mentre durante il weekend alle…15.30!!!

In piedi, spalle alla cella, un passo fuori da questa, allineati lungo il corridoio. Massimo silenzio, non si vuole rischiare di essere sbattutti in isolamento. Al primo fischio si arretra di un passo e si entra così nella propria cella. Al secondo fischio le leve di chiusura vengono messe in moto. Un rumore assordante. All’unisono tutte le celle si chiudono con un suono metallico che rimbomba nei lunghi corridoi. Le luci si spengono. Buio. È passato un altro giorno. Senza  quella libertà che pare essere ad un palmo di mano.

Avete diritto a vitto, alloggio, indumenti e assistenza sanitaria.

Tutto il resto consideratelo un privilegio.

Regola n. 5 del penitenziario di Alcatraz