Le città come i sogni…

Parigi, 2013

Parigi, 2013

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Parigi la bella

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Ho 30 anni e sono stata in 4 continenti del mondo diversi (5, se contiamo anche quello sott’acqua). Sono stata a dorso di un elefante, ho camminato sulla terra rossa del’Africa, ho preparato l’albero di Natale sotto il sole cocente dei Caraibi, pochi mesi prima del’attacco terroristico mi trovavo sulle Torri Gemelle, ho visto un Paese martoriato da una guerra fratricida e pianto insieme a madri che non sanno più dove siano finiti i figli, ho scalato le Ande e masticato coca insieme ai campesinos…

Sono una piccola globe trotter, col passaporto sempre pronto e la valigia sempre a portata di mano, anche se non sfioro nemmeno tutte le esperienze e gli angoli della Terra che alcuni di voi hanno visto (vero Maurizio?).

Eppure… eppure fino a poco tempo fa non ero mai stata a Parigi. E pensare che già da qualche anno vi sono anche i voli low cost che partono poco lontano da casa, ed ho pure un’amica che abita lì da tempo.

Ma quest’estate non me la sono lasciata sfuggire, e dopo aver smanettato un po’ in internet, abbiamo prenotato un alberghetto e i biglietti aerei, e siamo partiti.
E quasi senza accorgersene ci siamo trovati col naso all’insù…

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Pranzo da Chartier con contorno di scontro generazionale

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Se vi capitasse di essere a Parigi, e se vi venisse voglia di mangiare qualche piatto sano della vera tradizione culinaria francese, non potete non fare un salto in rue de Faubourg (fermata metro Grand Boulevard), nel cuore di Montmartre, al Ristorante Bouillon Chartier!

Il Ristorante vanta una lunga tradizione culinaria, in quanto venne aperto nel 1989, ma da allora non ha mai chiuso un giorno e fino ad oggi ha servito più di cinquanta milioni di pasti. La sala in cui pranzerete è una piccola meraviglia, tant’è che è stata proclamata monumento storico nel 1989.

Seduti al vostro tavolino, circondati da art Nouveau autentica, il tintinnio delle posate e dei piatti, le chiacchiere e le risate dei commensali, i passi frenetici dei camerieri, il rumore di un Bordeaux rosso appena stappato, vi trasporteranno anche solo per un breve lasso di tempo in un mondo lontano e assolutamente affascinante: quello della Parigi della Belle Époque.

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Questo ristorante non ha nulla a che fare con i tanti bistrot turistici che trovate in giro per il centro di Parigi… nemmeno per quanto riguarda i prezzi, che sono molto contenuti per quello che è il costo medio della vita a Parigi! Due antipasti, due secondi (filetto di bue alto 4-5 centimetri al pepe verde…un sogno!), due dessert, bottiglia di Bordeaux e acqua per un totale di 43 euro! Non male, no? Davvero un ottimo rapporto qualità/prezzo. E il conto, così come l’ordine, ve lo fanno direttamente a penna sulla tovaglia! (che ancora mi stupisco di come i camerieri facessero a ricordarsi a memoria tutte le portate!).

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Il ristorante è sempre stipato, per cui vi consigliamo di recarvi presto, oppure di avere pazienza e fare un po’ di fila…ne vale davvero la pena!

Essendoci molti clienti, i tavolini sono molto vicini fra loro, e non aspettatevi tavolini per due…Nossignori, i tavolini sono minimo per 4 persone, perciò, se siete una coppia, pranzerete accanto ad un’altra coppia! E a noi è successo così, e vi dirò che ci è piaciuto moltissimo! Abbiamo avuto, infatti, la fortuna di pranzare gomito a gomito con una coppia di nonnini francesi, che da quasi una sessantina d’anni prendono tutte le domeniche il treno da Versailles, dove abitano, per venire a Parigi e pranzare da Chartier! Beh, se non è sicurezza di qualità questa! 😉

Il pranzo è stato davvero piacevole, parlando con loro di arte, musica, danza e teatro (loro grandi passioni), con lui che ci chiedeva se conoscevamo questa o quella persona, e la moglie che gli diceva “Mais non cheri…ils sont trop jeunes...” (“Ma no caro…sono troppo giovani…”), con lui che ci poneva domande, ma ci diceva poi di rispondere alla moglie, perchè lui era sordo e non riusciva a sentire bene, e facendo finta di non stupirci quando ci hanno chiesto “Est-ce qu’en Italie vous avez aussi les portables?” (“I telefoni cellulari li avete anche voi in Italia?).

Insomma, un posticino da non perdere!