Tra formaggi, fonte del Po e biscotti! – Barge e dintorni

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Ho un nuovo secondo lavoro e mi piacerebbe diventasse un lavoro a tempo pieno: esperta smaltimento we-box, smart-box, che-ne-so-box e simili. Prezzi onesti e, per chi si presenta a nome di iononmangiosimmenthal.com, sconto del 10%! 😀

Ok, sarebbe troppo bello per essere vero, ma la sorella di Lui, mamma di due bellissimi bambini, proprio non sarebbe riuscita ad utilizzare il buono per un “week-end Gusto” entro la fine di settembre…fortuna che ci siamo noi che abbiamo pensato allo “smaltimento rifiuti” 😉

Sfogliando il catalogo con le diverse opzioni di viaggio abbiamo selezionato l’hotel Alter di Barge (CN), un hotel davvero delizioso, la cui struttura di stampo industriale è stata prima un opificio ed in seguito un merlettificio, oggi lo stile antico-industriale si fonde con elementi di design ed opere d’arte contemporanea.

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Lasciati i bagagli in hotel siamo ripartiti alla volta della sorgente del Po, ad una quarantina di minuti di tornanti di distanza.

Lungo la salita ci siamo fermati in un piccolo alimentari per farci fare dei panini con ottimi formaggi locali…panini che avremmo poi mangiato seduti proprio vicino alla sorgente del fiume più lungo d’Italia!

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Arrivare a Pian del Re in macchina è molto semplice, si può poi lasciare la macchina nel parcheggio sterrato e partire per delle escursioni o, semplicemente, come abbiamo fatto noi, percorrere le poche centinaia di metri che conducono alla sorgente, sedersi e godere del panorama del Monviso (che, nel nostro caso, era velato da foschia), per chi volesse, c’è anche un rifugio con delle stanze.

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Acquistata una quantità mostruosa di formaggio direttamente da un malghese, rientriamo in albergo ed approfittiamo della degustazione di vini locali compresa pacchetto.

Su consiglio ricevuto in hotel, facciamo due passi nel, deserto, centro di Barge; giusto il tempo di scoprire quanto sia bello il castello abbarbicato su un enorme masso e siamo di nuovo “con le gambe sotto al tavolo”.

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Il ristorante El Sacocin ha un ingresso che definirei “poco accattivante”…diciamo che sembra di andare a cena dalla vecchia zia Cesira! Ma non lasciatevi ingannare dalla porta anonima all’interno della corte acciottolata,l’ambiente interno e, soprattutto, la cucina, sono fantastici! (da segnalare la pasta fatta in casa, inclusi i deliziosi tortellini 30 rossi con ricotta e pistacchi)

L’indomani, sempre grazie al “pacchetto Gusto”, ci siamo recati al biscottificio Le Batiaje di casa Vincenti.

Si tratta di una piccola bottega a conduzione familiare il cui unico prodotto è costituito dalle Batiaje (nel resto del cuneese noti come “paste di meliga”) biscotti fatti con farina di Mais, farina 00, zucchero e burro (esistono anche la variante con aggiunta di granella di nocciole e quella con gocce di cioccolato).

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Il nome di questi fantastici biscotti deriva dall’utilizzo che se ne faceva un tempo: erano i dolci dei battesimi e, più in generale, della festa.

Mirella ci ha spiegato la storia della sua famiglia da generazioni legata alla storia delle paste di meliga, la semplice e genuina lavorazione dei biscotti, arrotolati uno ad uno a mano, per poi finire a parlar di viaggi e di luoghi lontani.

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Abbiamo anche avuto il piacere e l’onore di conoscere la mamma di Mirella, che ancora aiuta in negozio e si intrattiene amabilmente con i clienti parlando in dialetto.

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Comprati biscotti sufficienti per sfamare le nostre numerose e voraci famiglie, abbiamo lasciato Barge e ci siamo diretti verso la Fiera della pietra di Bagnolo Piemonte

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi da questa sagra di paese, ricca di stand sulla pietra e la sua lavorazione, ma anche di molti chioschi di prodotti agroalimentari a Km 0 (obbligatorio comprare mele e pesche di produzione locale!)

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In un’ampia tensostruttura è stata allestita l’area pranzo dove, pagando con dei cuoricini di pietra (adorabili!!), abbiamo potuto gustare degli ottimi prodotti artigianali (a prezzi bassissimi, il che non guasta!).

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Con la pancia piena abbiamo preso la via di casa percorrendo le strade lungo i frutteti.

Non conoscevo questa zona del nostro fantastico Paese, ma, vista l’impressione assolutamente positiva che mi ha fatto, non escludo altre future “gastro-trasferte”! 🙂

Come si può governare un paese…e segnalazione evento nel week-end!

Parigi, Dicembre 2007

Parigi, Dicembre 2007

Per chi fosse in zona, da oggi, per tutto il week-end, segnaliamo Franciacorta in Bianco, rassegna di prodotti caseari nel cuore della bellissima Franciacorta 🙂

Il grande vantaggio del giocare col fuoco…

Sarnico Busker Festival - 2012

Sarnico Busker Festival – 2012

Ancora due giorni di Busker Festival a Sarnico …stasera che ci vediamo? mangiatori di spade, trapezisti, giocolieri o mangiafuoco?

Mai fidarsi dei trapezisti…

Sarnico Busker Festival - 2012

Sarnico Busker Festival – 2012

Secondo giorno di Busker Fstival a Sarnico…ci raggiungete?

Oggi tra l’altro è il compleanno della mia sorellina Isy (che avete già conosciuto QUI)…21 anni, goditeli!! Auguri!!

Il cuore ha le sue prigioni…

Sarnico Busker Festival - 2012

Sarnico Busker Festival – 2012

 

Vi ricordiamo che dal 1° (oggi!!) al 4 di Agosto a Sarnico c’è il Busker Festival…noi saremo là a scattar fotografie e voi?

Indiana Jones per un giorno – Il Rio Sass

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Se vi venisse voglia di fuggire dalla calura estiva di questi giorni, prendete uno zaino, infilateci la macchina fotografica, mettetevi ai piedi gli scarponcini, e andate a trascorrere una bella giornata al Rio Sass in Val di Non, in Trentino. Vi sentirete dei piccoli Indiana Jones e rimarrete incantati dalla natura che vi avvolgerà, dirompente e maestosa.

L’erosione glaciale e lo scorrere di torrenti subglaciali prima, e del Rio Sass dopo, hanno diviso in due parti il paese di Fondo, creando un vero e proprio canyon, che potrete visitare grazie ad un sistema di passerelle e scalette che vi permetterà di scendere di circa 150 metri di dislivello per scoprire cascate, fossili, stalattiti, stalagmiti, una diga di tronchi di alberi realizzata alla fine del 1700, e colonie di alghe rosse e verdi che colorano le rocce. Un percorso che vi farà sentire davvero dei piccoli avventurieri e che allo stesso tempo vi lascerà una grande sensazione di tranquillità e di infinito.

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La visita (la prenotazione è obbligatoria) vi prenderà circa un paio di ore, quindi, arriverete giusto giusto all’ora di pranzo, per la quale vi consiglio di spostarvi al Lago Smeraldo, un lago artificiale piccolino, ma delizioso, sulle cui sponde è possibile fermarsi a trascorrere un po’ di tempo per un pic-nic e per una pennichella post-pranzo sotto gli alberi!

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E al pomeriggio si torna già a casa? Ma noooo! Se il vostro pisolino non si sarà prolungato troppo 😉 potrete andare a visitare il santuario di San Romedio. Per arrivarci vi consiglio di parcheggiare di fronte al Museo Retico e intraprendere il sentiero che segnala la direzione al santuario. Si tratta di una bellissima passeggiata inizialmente tra centinaia di alberi di mele e poi lungo il costone del monte.

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Il santuario è costituito da cinque chiese costruite, nell’arco di circa novecento anni fra il 1000 e il 1918, a ridosso di una ripida parete di roccia. Al santuario abita anche l’orso Bruno…un orso in carne e ossa, intendo! La leggenda narra che un giorno, dovendo recarsi a Trento per salutare Vigilio, il vescovo della città, Romedio chiese al suo compagno Davide di sellargli il cavallo: il discepolo tornò con la notizia che un orso aveva sbranato il cavallo, ma Romedio non si scompose e gli ordinò di sellare un orso, che docilmente si lasciò mettere la sella, conducendo Romedio fino a Trento. Quest’episodio è ricordato da una statua lignea posta accanto all’ingresso del Santuario, e nel 1990 fu costruito un recinto per ospitare gli orsi nati in cattività. Attualmente c’è Bruno, arrivato dal Parco Nazionale dell’Abruzzo.

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Sweet as a cherry week! – Ciliegie sotto spirito

ciliegie sotto spirito

Con queste giornate così calde, io amo mangiare grandi quantità di macedonia, grazie anche a tutta la varietà di frutta della stagione.

Ogni tanto, per dare un tocco di sapore in più, arricchisco la macedonia con qualche ciliegia sotto spirito! Provate (voi maggiorenni ovviamente!), è buonissima!

P.S.: li state conservando i noccioli?

P.P.S: questo post è dedicato a te amore mio…Buon compleanno!

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Ingredienti:

ciliegie

grappa

Prendete le ciliegie e sciacquatele abbondantemente con acqua corrente. Privatele del picciolo (o tagliatelo lasciandone solo un pezzettino che aiuterà a prenderle dal barattolo) e asciugatele bene. Riponetele in un vasetto (io uso quelli grandi da marmellata/salsa) e copritele con la grappa.

Se le mangerete dopo una/due settimane sentirete che le ciliegie inizieranno ad avere un sapore leggermente alcolico (per via del fatto che inizieranno ad assorbire l’alcool presente nel vasetto), ma riconoscerete ancora bene il gusto dolce della ciliegia. Ma se riuscirete a resistere, e non saranno finite prima, assaggiatele verso Natale, e sentirete un gusto molto più deciso (e… ok, anche molto più alcolico…).

Una piccola curiosità: ogni anno, a giugno, presso la Baita di Pompiano (Lago d’Iseo, Bergamo) si tiene la Festa delle Ciliegie. L’anno prossimo ci vediamo lì, ok?