Cose che da novelle blogger non ci aspettiamo vol.2 – un (altro) premio!

Eh sì, perchè a quanto pare le nostre parole non solo vengono lette, ma c’è anche qualcuno che le apprezza e che decide di premiarci!

Questa volta è stata la gentilissima Silvia che ci ha premiate!La cosa ci ha fatto davvero tantissimo piacere, grazie di cuore!

Ecco le nostre risposte alle sue domande:

1 – Per chi cucini? per chi ha il coraggio di assaggiare i nostri esperimenti
2 – Come: tradizionale, etnico, regionale, fusion? dipende dalle occasioni
3 – Quale ingrediente utilizzi di più? le spezie
4 – Hai mai fatto corsi di cucina? no
5 – Leggi libri di cucina? più che leggerli li sfogliamo e leggiucchiamo, amiamo soprattutto quelli illustrati
6 – Cucini di più carne o pesce? pesce (o almeno fa così quella tra noi che non è vegetariana!)
7 – Preferisci invitare o essere invitato? l’importante è la compagnia
8 – Qual è il tuo piatto forte? crespelle agli asparagi (presto su questi schermi 😉 ) e parmigiana di melanzane
9 – Conosci la cucina degli Stati Uniti? abbastanza, ne amiamo i dolci e gli hamburger di bufalo (veg astenuta da quest’ultima parte 😉 )
10 – E quella Francese? abbastanza, ne amiamo i dolci e la chèvre chaud
11 – Ti consideri un colapasta o un frullino? un frullapasta o un colino!

Dato che Silvia non è stata la prima a premiarci attraverso questo contest, crediamo non ne avrà a male se non ri-premieremo a nostra volta 11 bloggers (è già stato difficile sceglierne solo 11 la prima volta!), invitiamo piuttosto tutti quelli che ci leggono a visitare il blog di Silvia ed a rispondere alle nostre domande!

Grazie ancora, buon appetito e buon viaggio!

“La pasta del liceo”: fusilli alla ricotta

wpid-pasta-ricotta

Questa ricetta l’ho nel cuore sin da quando ero bambina, ma se dovessi definirla, la chiamerei “la pasta del liceo”. Quando penso a questa ricetta, infatti, non posso fare altro che ricordarmi di quando tornavo a casa da scuola alle tre e un quarto del pomeriggio (sì, quando gli altri facevano merenda, io dovevo ancora pranzare! O.o) e la mia mamma mi preparava questa buonissima pasta, così delicata e deliziosa, che bastava solo sentirne il profumo per considerarmi ripagata da tutte le fatiche e le stanchezze della mattinata.

Ce l’avete anche voi una ricetta che vi faceva tornare il sorriso quando tornavate a casa da scuola?

FUSILLI ALLA RICOTTA CON MENTA E NOCI (per due persone)

160 gr di fusilli
150 gr di ricotta
6-7 noci a pezzetti
menta

In una terrina amalgamate la ricotta (vi consiglio di averla a temperatura ambiente, in modo che sia più morbida, e quindi più facile da lavorare), le noci tagliate a pezzetti e un po’ di menta essiccata sbriciolata.
Cuocere i fusilli normalmente, e una volta cotti e scolati, condirli con il composto preparato in precedenza.

Un piatto veloce, leggero e gustoso…buon appetito!

The Rock – l’isola di Alcatraz

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Andare a San Francisco (di questa meravigliosa città della California vi parlerò presto) e non visitare Alcatraz, sarebbe davvero un gran peccato.

Alcatraz è un’isoletta che si trova nella baia di San Francisco. Inizialmente, a metà dell’Ottocento, ospitava solo un faro, ma successivamente nel 1933 divenne un carcere militare e di seguito un carcere di massima sicurezza, dove venivano rinchiusi i “professionisti” del crimine (vi ricorda qualcosa in nome Al Capone?). Chi veniva mandato ad Alcatraz era solitamente considerato estremamente pericoloso o aveva già tentato la fuga da altri penitenziari. Il carcere di Alcatraz venne chiuso negli anni sessanta a causa degli elevati costi di gestione: far arrivare sull’isola cibo, vestiti e acqua per i detenuti aveva spese talmente elevate, che i politici dell’epoca affermarono che sarebbe stato meglio “ rinchiuderli in un hotel extralusso a New York”.

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Ad Alcatraz vigeva una disciplina ferrea, i carcerati erano costretti a scontare la loro pena in una piccola cella singola, in cui trascorrevano almeno 19 ore della loro giornata. Le mancanze disciplinari venivano punite con la reclusione al buio e al freddo nelle celle d’isolamento. L’unico momento di vita sociale era quello rappresentato dai pasti.

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Oggi Alcatraz è un parco aperto al pubblico gestito dal National Park Service, ma camminando tra quei corridoi non si può non immaginare a come i detenuti vivessero e passassero le loro giornate.

Alcatraz ha muri di cinta, come la maggior parte dei penitenziari, ma la vista sulla Baia di San Francisco e sullo sky-line della città è mozzafiato, e pare così vicino… La “vita normale”, la libertà, erano così vicini, la città sembrava poter essere toccata quasi con mano, che è facile comprendere il perché dei tanti tentativi maldestri di fuga (29 volte, tutte fallite ad eccezione di una… Frank Morris e i fratelli Anglin cercarono di scappare tramite i condotti di areazione, ma dopo essere usciti da “the rock”, le loro tracce si persero definitivamente. I corpi non vennero mai rinvenuti, nessuno ebbe più notizie di loro, ma si pensa siano morti nelle acque gelide della Baia di San Francisco).

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Se, come noi, avrete la fortuna di visitare Alcatraz con l’ultimo tour, quello del tardo pomeriggio, avrete la possibilità di vivere un’esperienza davvero forte (oltre al fatto di poter godere di un tramonto meraviglioso sulla baia di San Francisco): quella della dimostrazione della chiusura delle celle, che da sempre avviene tramite un sistema di leve, senza alcun supporto tecnologico.  Le celle venivano chiuse per la notte alle 18.30 durante la settimana, mentre durante il weekend alle…15.30!!!

In piedi, spalle alla cella, un passo fuori da questa, allineati lungo il corridoio. Massimo silenzio, non si vuole rischiare di essere sbattutti in isolamento. Al primo fischio si arretra di un passo e si entra così nella propria cella. Al secondo fischio le leve di chiusura vengono messe in moto. Un rumore assordante. All’unisono tutte le celle si chiudono con un suono metallico che rimbomba nei lunghi corridoi. Le luci si spengono. Buio. È passato un altro giorno. Senza  quella libertà che pare essere ad un palmo di mano.

Avete diritto a vitto, alloggio, indumenti e assistenza sanitaria.

Tutto il resto consideratelo un privilegio.

Regola n. 5 del penitenziario di Alcatraz

La cucina degli avanzi – Seitan con ripieno speziato

SEITAN CON RIPENO SPEZIATO

E’ un classico: il purè di patate è avanzato ed il giorno dopo non è più così allettante…ma perchè buttarlo? ecco un riciclo semplice, veloce e…gustoso!

Ingredienti (dosi in base….alla fame ed agli avanzi 😉 )

Seitan in fette o medaglioni (nella foto questi ultimi)

Purè di patate “di riciclo”

Piselli in scatola

Spezie a piacere (nel mio caso Garam Masala, che adoro!)

Olio EVO per la cottura

 

Incidete una tasca nel seitan.

Aggiungete al purè di patate piselli e spezie e riempite con questo composto le fette di seitan.

Cuocete in padella antiaderente ben calda con poco olio.

Sembrerà banale (e probabilmente è così), ma è davvero un piatto gustoso!

cose che da novelle blogger non ci aspettiamo vol.1 – un premio

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“Che bello!Abbiamo ricevuto un premio!!Qualcuno ci legge!Qualcuno ci apprezza!…….ed ora?”

Questo più o meno il nostro primo pensiero! Ora cha abbiamo capito cosa dobbiamo fare…ci proviamo!

Davvero davvero grazie a Son nata Paperoga per averci premiate credendo in noi!

Fin qui la parte facile, perchè davvero quella del premio è stata una piacevole sorpresa.

…ora proseguiamo…

Il meccanismo di questo gioco è molto semplice e consiste nel:

  • ringraziare chi ti ha donato il premio
  • rispondere alle 11 domande
  • fare altre 11 domande
  • premiare altri 11 blog, che dovranno essere avvisati

Ecco le mie risposte:

  1. Qual’è il piatto che cucini più volentieri? un piatto da mangiare in compagnia (soprattutto primi piatti)
  2. Come dovrebbe essere la tua giornata perfetta? una giornata di sole, in compagnia delle persone a cui voglio bene
  3. Che lavoro fai? siamo un’europrogettista e una designer
  4. Cosa apprezzi delle persone? la semplicità
  5. Cosa non sopporti delle persone? la “puzza sotto il naso”
  6. C’è una canzone che ti emoziona tutte le volte che l’ascolti? “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” (colonna sonora del mio matrimonio!) e “La stagione del tuo amore” di De Andrè (dolcezza infinita)
  7. Per quanto tempo c’hai pensato prima di aprire il blog? Il tempo di mangiare una pizza!!
  8. Cosa fai per rilassarti? ci immergiamo
  9. Ti piace viaggiare? NO…siamo dipendenti dai viaggi! 😉
  10. Quale stagione preferisci? quella in cui vediamo la valigia chiusa e i biglietti di viaggio infilati nel passaporto su di essa
  11. Ti dedichi spesso allo shopping? “spesso” è una parola così relativa… 😉

Le mie domande:

  1. Qual’è la prima cosa che hai fatto questa mattina?
  2. Qual’è il posto dove ti piacerebbe vivere?
  3. Hai animali?
  4. Qual’è l’argomento del primo post pubblicato sul tuo blog?
  5. Mare o montagna?
  6. Se tu fossi una spezia saresti…
  7. Qual’è il tuo sogno nel cassetto?
  8. Una persona alla quale ti ispiri?
  9. Viaggi con due stracci o con valigie pesanti?
  10. Qual’è l’ultimo luogo davanti al quale sei tornato bambino/a?
  11. Il tuo cartone animato preferito?

And… the winners are

  1. http://grazielladwan.com/
  2. http://mycakeisluka.com/
  3. http://www.chiharubatolecrostate.com/
  4. http://as7810.wordpress.com/
  5. http://triportreat.it/
  6. http://viaggiebaci.wordpress.com/
  7. http://mammagiramondo.blogspot.it/
  8. http://viaggiverdeacido.blogspot.it/
  9. http://worldstepbystep.wordpress.com/
  10. http://www.myricettarium.com/
  11. http://thefamilycompany.it/

Là dove osano gli squali – Daedalus Reef

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Sono passati quasi 3 anni, eppure il ricordo è vivo nella mia memoria.

La sensazione di trovarsi su un piccolo guscio di noce in mezzo al mare, l’orizzonte piatto tutt’intorno e le stelle più luminose che mai.

Il ricordo ora si mischia alla paura, la paura di ritrovare il posto cambiato: molleremo di nuovo gli ormeggi il prossimo novembre.

Correva l’anno 2010, in Italia faceva freddo e noi abbiamo deciso di scappare dal gelo per immergerci (letteralmente) in un altro mondo: crociera subacquea a Daedalus Reef.

Dove si trova Daedalus? vi chiederete. Daedalus è uno scoglio corallino affiorante che si trova nel mar Rosso, a metà altezza tra Marsa Alam e Berenice, ma, letteralmente, in mezzo al mare.

Trovandosi nel bel mezzo della parte più profonda del mar Rosso, questo “isolotto” rappresenta una vera e propria “area di servizio” per i pelagici, nonché rifugio sicuro per molti animali bentonici che vi vivono stabilmente.

La traversata dal porto di Marsa Alam è lunga, 6 ore abbondanti di navigazione in mare aperto con onde ben formate, ma quando finalmente si giunge a destinazione…wow!

Le immersioni si svolgono dalla barca o dal gommone di supporto, tutte intorno al reef che stupisce per la varietà di fauna e conformazione che propone: si va dalla zona più “tranquilla” con fondale basso e sabbioso dove sostano grosse cernie, alle cascate di coralli colorati che si tuffano nel blu, dalla “prateria” di anemoni popolata da pesci pagliaccio, alla parete nei cui paraggi è possibile scorgere gli squali martello…ma quello che più ruba il cuore sono i longimanus (Carcharhinus longimanus, squalo dalle punte bianche oceanico), squali dalle lunghe pinne che si muovono eleganti e sinuosi a dispetto della corrente che quasi ci strappa l’erogatore di bocca!

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Sull’isoletta è presente un faro, la vista dall’alto è fantastica, non perdetevela, anche se, come me, soffrite di vertigini!

Niente foto del blu, allora non avevamo una macchina fotografica subacquea…rimedieremo a novembre!

Il dolce lo porto io…Biscottini al cocco

Biscottini al cocco_filigrana

Un invito a cena a casa di amici all’ultimo minuto, e da brava amante della cucina ovviamente scatta la frase: “Tranquilli, il dolce lo porto io!”.
Sì, brava…ma il tempo di preparare una torta a 56 piani in perfetto stile “il boss delle torte” non ce l’ho. QUINDI?
Quindi, biscottini al cocco!
Un dolce dell’ultimo minuto, facile da preparare, e veloce da cuocere.

BISCOTTINI AL COCCO

150 gr di farina di cocco
50 gr di zucchero
25 gr di farina 00
2 uova

In una terrina sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete pian piano la farina di cocco e quella 00, finché gli ingredienti non si saranno ben amalgamati.
Formate delle palline con l’impasto ottenuto e posatele su una teglia da forno (io per comodità la fodero sempre con della carta da forno).
Cuocere in forno per 15 minuti a 180° gradi.

A questo punto, intanto che vi sarete vestite e truccate, i biscottini saranno già pronti.
Al momento del dessert sfoderate il vostro miglior sorriso e servite quei deliziosi biscottini a cui avete dedicato tutto il pomeriggio! 😉